E’ giusto spiegare a un bambino che è nato con l’aiuto di una provetta?

Dopo il successo dell’articolo relativo al dibattito se è giusto o meno dire delle bugie ai propri figli, un articolo de La Repubblica ci porta a porci un’ulteriore domanda: è giusto spiegare a un bambino che è nato con l’aiuto di una provetta?


Al convegno “Comunicare l’infertilità” tenutosi a Firenze, il pediatra Paolo Sarti tocca questo tema spiegando che “Il Comitato etico, con un corposo documento, si è espresso per dire la verità ai bambini, ma invito alla cautela. Non facciamoci prendere dall’entusiasmo della verità a tutti i costi, il problema del dover comunicare ai figli l’esser nati con tecniche artificiali apre il grande capitolo dell’educazione sessuale, che forse nessuno realmente fa. Inoltre se è più semplice nel caso della fecondazione omologa (con gameti della coppia), meno lo è nel caso dell’eterologa (con gameti estranei ai partner) anche per la presenza di una terza persona, sconosciuta, che magari ha donato per soldi”.

Durante l’incontro è stato presentato il testo “C.C.P. Cicogne cavoli provette“, che aiuta i genitori a spiegare ai propri figli la fecondazione in provetta. Il libro trasmette il messaggio secondo cui si può essere concepiti in molti modi, ma che l’unica cosa che conta è essere desiderati e amati.

Un argomento delicato, che vede pareri contrapposti, sia sulla correttezza etica di questa pratica che sulla scelta di comunicare la storia ai propri figli. E voi, cosa ne pensate?

Stai attraversando un momento di complessità familiare e desideri parlarne con un esperto? Vieni a trovarci alla pagina www.gruppodiparola.altervista.org

Tratto da La Repubblica




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2 Risposte

  1. In linea di principio, approvo l'opinione del dr. Sarti.A mio avviso la vera domanda non è il SE comunicarlo ai figli, dando per scontato che vada fatto (anche per ragioni mediche, oltre al resto), ma casomai il QUANDO ed il COME.SEAN NEVOLAPromozione di strategie operative a tutela dell’Infanzia. Pianificazione di modelli giuridici, culturali e sociali a misura di Bambino.http://propueris.altervista.org

  2. Ciao Sean, riflettevo su questo articolo e mi chiedevo come rispondere alla curiosità di un figlio nato da fecondazione artificiale eterologa di fronte al desiderio naturale di conoscere il genitore biologico. Cosa ne pensi?

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