Attentati di Parigi: come rispondere alle domande dei bambini

imagesEcco un interessante articolo scritto dalla Dott.ssa Annabell Sarpato per il sito del Dott. Davide Algeri, su un tema di estrema attualità, che coinvolge tutti noi.

“Di fronte alle terribili notizie di queste settimane, siamo tutti molto spaventati da quello che sta succedendo in Europa e nel Mondo. Attentati, attacchi terroristici e morte sono in prima pagina su tutte le testate giornalistiche, sui canali televisivi e su tutti i social network.

Noi adulti siamo molto preoccupati e la tensione rischia di sfociare in allarmismo, se non in vera e propria psicosi.

Inevitabilmente, anche i bambini risentono di questo clima di tensione e ci chiedono cosa sta succedendo.

La prima reazione di moti genitori è quello di proteggere i bambini da queste notizie, ma purtroppo le informazioni sono virali e spesso anche i più piccoli vengono a conoscenza di quanto accaduto dai mezzi di comunicazione o, banalmente, a scuola o al parco giochi.

Come comportarsi

E’ sempre importante evitare di creare un alone di mistero o di tacito silenzio su fatti di questa portata. I bambini potrebbero pensare che certi argomenti è bene non affrontarli e, quindi, si tengono le loro domande, insieme a sentimenti di paura e angoscia. Il rischio è che i bambinivengano travolti dalle loro stesse domande, a cui non sanno da soli dare una risposta o alle quali provano a dare spiegazioni di fantasie. In questo modo è molto probabile che l’angoscia rischi di travolgerli, con possibili ripercussioni a livello comportamentale o somatico.

Proprio per questo, dunque, dobbiamo metterci in posizione di ascolto. Accogliere e comprendere le loro ansie e le loro preoccupazioni. Accogliamo le loro paure, facciamoli sentire accolti e compresi. I bimbi non devono pensare che ci siano domande stupide o banali: ogni domanda è legittima e loro devono sentirsi liberi di porci i loro quesiti senza paura o imbarazzo.

Come rispondere alle domande dei bambini?

Certo, non sempre è facile, soprattutto perché spesso le domande dei più piccoli ci possono lasciare interdetti, senza parole, per la loro schiettezza e profondità. È molto importante, quindi, adeguarsi all’età e al livello di sviluppo dei piccoli, spiegando con parole semplici e chiare. Non è importante scendere in dettagli inutili o che potrebbero spaventare ulteriormente i bambini, ma rispondere con molta naturalezza ai loro quesiti, sottolineando sempre gli aspetti positivi e di risorsa.

Questi fatti sono terribili, è vero, ma cercare di capire cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per essere persone migliori, che si comportano bene aiuta ad assumere una posizione attiva e proattiva, orientata al fare e che ci rende protagonisti in queste vicende terribili che sembrano travolgerci. Parlare insieme di quello che è accaduto, riflettere insieme (ovviamente sempre in base all’età e allo sviluppo del bambino) e condividere le emozioni collegate a un evento di questa portata aiuta i più piccoli a superare quel senso di impotenza che si vive in situazioni di questo tipo. Inoltre, permette di collaudare un rapporto di rispetto, fiducia e apertura al dialogo che i bambini si porteranno dentro per sempre.”

 

Tratto da www.davidealgeri.com

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