Archivi della categoria: Adolescenza

Bullismo e cyberbullismo: come difendersi

Secondo Olweus “uno studente è oggetto di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.

Il bullismo si manifesta in tre forme principali:

  • Diretto: con attacchi sia fisici sia verbali nei confronti della vittima;
  • Indiretto: avviene sul piano psicologico, ad esempio, con l’isolamento sociale;
  • Elettronico: si sposta sul piano digitale, con la diffusione di sms, e-mail, messaggi in chat, immagini, mms, video offensivi.

Il comportamento deve essere volontario, non accidentale, ripetuto e la vittima deve percepire che il danno è stato inflitto.

Protagonisti del fenomeno sono: da un lato il bullo che, ripetutamente nel tempo, sfrutta una posizione di superiorità per aggredire, isolare, insultare o deridere un compagno. Dall’altro la vittima sperimenta vissuti emotivi legati all’offesa, grave svalutazione delle propria identità e isolamento. Un ruolo fondamentale è giocato dagli “esterni”, cioè i compagni che quotidianamente assistono a tali situazioni o sono a conoscenza del loro verificarsi, senza intervenire attivamente per fermare i comportamenti adottati dal bullo.

 

Nelle prime due forme di bullismo esso viene agito nei contesti noti e familiari, infatti, i bulli sono studenti, compagni di classe o di Istituto, conosciuti dalla vittima. Le azioni dei bulli vengono raccontate ad altri studenti della scuola o ad amici e solitamente avvengono durante l’orario scolastico o nel tragitto tra casa e scuola e viceversa.

La terza forma di bullismo, invece, ha delle caratteristiche peculiari differenti. Per denominare le azioni aggressive e intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi, è stato, recentemente, proposto il termine “cyberbullismo” (Patchin, Hinduja, 2006, Smith, 2007, Willard, 2007).

I cyberbulli, sfruttando la tecnologia, superando limiti temporali e geografici, possono quindi “infiltrarsi” con immagini e video offensivi 24 ore su 24. I cyberbulli possono essere degli sconosciuti oppure persone note che on line si fingono anonime o usano un nickname e che rendono impossibile per la vittima risalire all’identità di chi sta interagendo. Inoltre, chiunque, anche chi è vittima nella vita reale può fingere della caratteristiche diverse per ostentare superiorità e diventare un cyberbullo.

La percezione di essere invisibile ed anonimo attiva nei cyberbulli un’alta disinibizione al punto da farli credere di potere compiere on line tutto ciò che desiderano. L’assenza di feedback tangibili da parte della vittima – “Io non posso vedere te”! (Willard, 2007) – ostacola la comprensione empatica delle emozioni.

Nonostante la percezione di presunta invisibilità dei bulli, il materiale può essere diffuso in tutto il mondo e soprattutto è indelebile: ciò che viene pubblicato su internet non è infatti facilmente cancellabile.

Consigli e strategie utili

Consigli per contrastare il cyberbullismo

  • Stabilire un dialogo con i propri figli per condividere cosa fa e la qualità del siti
  • Insegnare a usare Internet in modo responsabile, in particolare a non inviare informazioni sensibili
  • Spiegare quali rischi corre online, come quelli legati all’invio di foto/video di se stesso che possono finire nelle mani sbagliate e diffondersi in rete
  • Invitalo a informarti subito se qualcuno lo importuna online e prendere tempo
  • Presta attenzione anche ai piccoli cambiamenti che avvengono nel suo  comportamento e nei suoi atteggiamenti, ancor più se improvvisi
  • Mantieni un dialogo sempre aperto con la scuola  e le altre figure educative

CONSIGLI PER CONTRASTARE IL BULLISMO

  • Educa a comportamenti relazionali positivi e fornisci un modello educativo valido in famiglia
  • Educa all’accettazione, all’ascolto e al rispetto per l’altro
  • Invita a non rimanere indifferente davanti alle ingiustizie proprie e altrui
  • Presta attenzione ai segnali di malessere di tuo figlio e ai suoi vissuti emotivi
  • Se tuo figlio ti racconta una situazione di bullismo, ascolta senza minimizzare quanto accaduto
  • Far intraprendere attività nuove e gratificanti, anche al di fuori della scuola, che possano aumentare la sua autostima
  • Valorizzare il dialogo scuola e famiglia
  • Rivolgersi ad esperti

Scritto da Dott.ssa Alessandra Cornale – Psicologa sul sito del Dott. Davide Algeri

 

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Nasce a Roma il nuovo Polo per studenti con Dsa

ImmagineNasce a Roma il nuovo polo multimediale con aula 3.0 per bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 17 anni con disturbi specifici di apprendimenti, e non solo.

L’idea, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, dall’associazione Italian Women in the World e da Zetema Progetto Cultura, nasce dall’idea di una mamma con due figli dislessici.

Per leggere l’articolo completo e saperne di più cliccare qui.

I figli di genitori alcolisti

ImmagineQuando si parla di persone alcool-dipendenti, troppo spesso si sottovalutano le persone che vi sono intorno, in particolar modo i figli. Ecco un interessante articolo scritto dalla dott.ssa Annabell Sarpato dove si discute su come affrontare il tema della dipendenza con i figli di genitori alcolisti.

L’alcolismo, infatti, è una forma di dipendenza legata all’assunzione di bevande alcoliche, con conseguente sofferenze fisiche e psicologiche. L’alcolismo è un disturbo molto diffuso; addirittura, negli Stati Uniti, è al terzo posto di mortalità, dopo le malattie cardiache e il cancro. Quando si parla di alcolismo, però, l’attenzione viene posta principalmente sul soggetto colpito e sul suo comportamento compulsivo. Questo, però, non basta, perché, come evidenziano le ricerche, l’alcolismo è una patologia che affligge tutta la famiglia…per leggere l’articolo completo cliccare qui.

Gli alunni più bravi diventano prof: l’iniziativa di un liceo genovese

ImmagineUn’iniziativa particolare in un Liceo Scientifico di Genova: gli alunni più bravi fanno lezione a chi ha qualche difficoltà in più.

Ore di recupero e ripetizioni tenute dai ragazzi all’interno dell’ambiente scolastico; piccoli gruppi dove si impara matematica, fisica e chimica, le materie dove solitamente si fa un pochino più fatica. Ciò sopperisce la grave crisi in cui la scuola italiana spesso affonda, sostituendo i corsi dei professori con il volontariato dei ragazzi.

L’iniziativa, partita dai ragazzi, sembra piacere molto agli alunni. Numerosi i benefici che emergono, sia come rendimento scolastico che a livello relazionale.

E voi, cosa ne pensate? Può essere un’iniziativa interessante? Quali sono i pro e i contro?

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

Mamma e papà si separano: come dirlo ai propri figli?

imagesMUXVHD7LEcco un interessante articolo scritto per la pagina del Dott. Davide Algeri, in cui la Dott.ssa Annabell Sarpato affronta il tema attuale di come comunicare la separazione ai propri figli.

Un tema delicato e complesso, di estrema attualità.

Per qualsiasi info o chiarimento, non esitate a contattarci al nostro indirizzo mail cornalesarpato.gruppoparola@gmail.com.

 

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Boom dell’uso di eroina tra i giovanissimi. In aumento anche cannabis, cocaina e droghe sintetiche

images (79)Sono allarmanti i risultati dello studio Espad-Otalia, realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa. L’obiettivo della ricerca è quello di esplorare il mondo degli studenti attraverso questionari anonimi, indagando l’uso di alcool e sostanze stupefacenti.

Ciò che emerge fa sicuramente riflettere.

I dati, infatti, dimostrano un forte aumento del consumo di droghe, in particolare di eroina. Il primo approccio a questa sostanza è intorno ai 14 anni; vi è una prevalenza dell’uso di questa sostanza nel sud Italia, e la modalità adottata più di frequente è quella di fumarla.

Aumenta anche l’uso di cocaina e di cannabis, in crescita rispetto agli anni precedenti. Anche le droghe sintetiche subiscono un forte aumento, in particolare amfetamine, ecstasy, ketamina e Lsd.

Il primo contatto con le droghe avviene in media intorno ai 15 anni. Il trend dimostra un aumento dell’assunzione anche da parte delle ragazze.

Dati su cui necessariamente è importante riflettere e lavorare: occorre puntare sulla formazione-informazione, e investire nella prevenzione. E voi, cosa ne pensate?

Che cos’è la peer education?

La peer education è una strategia educativa volta ad attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, emozioni ed esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status. È un metodo che si sta diffondendo soprattutto per la prevenzione di comportamenti a rischio coinvolgendo attivamente i ragazzi direttamente nel contesto scolastico.

Perché utilizzarla?

images Il lavoro dei peer è centrato sul miglioramento dei rapporti fra i membri. Ognuno deve mettere in gioco le proprie potenzialità, competenze e risorse e capire che attraverso il confronto e la condivisione si può apprendere il meglio che è in ognuno. Il senso risiede nel rendere i ragazzi protagonisti e responsabili in prima persona della propria educazione alla salute in base alle loro capacità di comunicare in modo efficace.

La Peer Education agisce su alcuni livelli già presenti:

  • Schemi comunicativi ridondanti;
  • Rapporti costretti entro ruoli;
  • Emozionalità agita e non pensata.

La peer education è diventata un’opportunità nei contesti scolastici per prevenire comportamenti a rischio e trasmettere messaggi di prevenzione sui temi dell’AIDS, delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate.

Per leggere l’articolo completo scritto dalla Dott.ssa Alessandra Cornale su Psicologia Pratica in cui viene descritta la progettazione dell’intervento e le peculiarità di questo metodo clicca qui.

Lo sport fa bene al corpo e all’anima, anche per i bimbi

images (77)Lo sport fa bene al corpo e allo spirito. E’ proprio il caso di dirlo: anche i pediatri confermano gli effetti benefici di un’attività fisica regolare.

Oltre a prevenire l’obesità e ad avere effetti positivi per i bimbi con malattie respiratorie croniche, esso produce enormi benefici psicologici. Tra questi, lo sport aiuta a prevenire ansia e depressione, aumentando l’autostima dei bambini. Quelli di squadra, inoltre, sviluppano le capacità sociali e cognitive.

I tempi consigliati dai pediatri sono di 30-60 minuti al giorno. Ma quale attività preferire? Sembra banale, ma quella che sceglie il bambino. Ottimo, inoltre, se svolta in luoghi aperti o ben areati.

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

“Come non detto”: Mattia e il suo coming out

ImmagineUn film interessante “Come non detto“, di Ivan Silvestrini. Una commedia semplice, fresca e pulita, ma che racchiude una sfaccettatura di significati su quale sarebbe davvero interessante riflettere.

La storia narra di Mattia e della sua difficoltà a parlare alla sua famiglia della sua omosessualità. Con un finale sorprendente.

E voi, l’avete visto?

Istigata al suicidio sui social: quattrodicenne si getta dal tetto di un albergo abbandonato

images (75)Un’altra notizia di quelle terribili: suicida a 14 anni, istigata dalla rete. E’ la storia di Amnesia, il nickname con cui si faceva chiamare sul web, che cercava supporto, ma che invece ha trovato ben altro. Il social di cui si parla ha già alzato numerosi dibattiti e polemiche: si tratta di Ask.fm, un sito con più di 60 milioni di utenti, in cui in maniera anonima di possono porre domande e rispondere ai quesiti posti da altri iscritti. Alle frasi di Amnesia, alle immagini da lei postate di braccia tagliate, si possono leggere frasi come “Ucciditi”, “Non sei normale, curati. Nessuno ti vuole, nessuno”. Ed è così che Amnesia si è buttata nel vuoto, da un vecchio albergo abbandonato.

I genitori, disperati, si chiedono cosa sia potuto succedere. Inquietante l’ultimo scambio di messaggi con il ragazzo con cui aveva iniziato a uscire da qualche tempo. Alla frase “Ti preso, non potrei più vivere sapendo che non ci sei più perchè non sono riuscito ad amarti abbastanza” del ragazzo, lei ha risposto”Sai quanta gente resterà con questo peso…”.

Tratto da Corriere.it.

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