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Da dove arriva la Befana? Raccontate la storia ai vostri bambini per un momento magico ed emozionante

Oggi è il 6 gennaio e, quindi,…Buona Befana a tutti!

Ma sapete come nasce questa ricorrenza? Vi sono molte leggende in merito, ma noi vogliamo raccontarvene una:
“C’erano una volta i Re Magi, che partirono carichi di doni per Gesù Bambino. Portavano oro, incenso e mirra. Attraversarono molti paesi guidati da una stella e, ovunque passavano, la gente accorreva per incontrarli e unirsi a loro. Tutti, tranne una vecchietta, che all’ultimo momento si rifiutò di seguirli. Il giorno seguente, la vecchina si pentì di non aver seguito i Re Magi, ma essi erano già molto lontani. Da quel giorno, dunque, decise che nella notte tra il cinque e il sei Gennaio avrebbe volato su una scopa portando casa per casa dei bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù”.
Raccontare ai propri bimbi perchè si festeggia una ricorrenza è molto importante, per viverne appieno il significato. Può essere, inoltre, un momento molto bello da condividere insieme, magari raccontandola come storia la sera del 5 gennaio prima di coricarsi, per creare quel clima magico ed emozionante tipico delle feste. Ma anche se i bambini sono più grandicelli e da tempo non credono più nella simpatica vecchina, riproporre il significato di questa festa può essere una bella occasione per passare un momento magico e fiabesco insieme. E non importa se il vostro ragazzino non sembra apparentemente interessato al racconto di questa leggenda: siamo certi che in cuor suo questo dolce momento, soprattutto se accompagnato da piccoli doni e da golosi dolcetti, sarà molto apprezzato.
E, tu, conosci altre storie e curiosità legate a questa festa? Scrivici al nostro indirizzo mail o lascia un commento…

Babbo Natale esiste? La lettera del Sun a Virginia O’Hanlon

Siamo a Dicembre e il Natale si avvicina: l’atmosfera si scalda, le case si accendono a festa e ci sentiamo tutti più sereni, contagiati da quell’aria che si respira solo in questo periodo dell’anno. Mamme e papà alle prese con regali e dolcetti, mentre i bimbi si accingono a scrivere la letterina a Babbo Natale. E qui, come sempre, sorge la fatidica domanda: cosa dire rispetto all’esistenza di Babbo Natale ai propri figli? Esiste o non esiste?
 
A tale proposito vi vogliamo riportare un’aneddoto molto carino, accaduto più di cento anni fa. Era il 1897 quando Virginia O’Hanlon, una bimba di otto anni, iniziò a dubitare dell’esistenza di Babbo Natale per alcune voci sentite a scuola dalle amichette. Iniziò, così, a riempire di domande i suoi genitori. Esasperato dalle domande della figlia, il padre Philip consigliò scherzosamente a Virginia di scrivere una lettera al New York Sun, il quale, sicuramente, avrebbe saputo rispondere. Virginia prese in parola il consiglio del padre e si apprestò a scrivere quanto segue:
 

Cari Editori, ho otto anni e alcune delle mie amichette dicono che Babbo Natale non esiste. Il mio papà mi ha detto: scrivi al giornale, e se il Sun dice che esiste, allora esiste. Per favore, ditemi la verità: esiste Babbo Natale? Firmato: Virginia”

 
Ecco la risposta di Francis P. Church, giornalista di punta del Sun:
 
Virginia, le tue piccole amiche si sbagliano. Sono state toccate dallo scetticismo di un’era scettica, e credono soltanto a ciò che vedono. Credono che tutto ciò che le loro piccole menti non sanno comprendere non possa esistere. Tutte le menti sono piccole, Virginia, quelle degli adulti come quelle dei bambini. In questo nostro grande universo l’uomo è solo un insetto, una formica dell’intelletto, quando lo si confronta con il mondo sconfinato che lo circonda, quando lo si misura dalla capacità della sua intelligenza di afferrare l’interezza della verità e della conoscenza.
Sì, Virginia: Babbo Natale esiste. Esiste proprio come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che tutte queste cose abbondano attorno a te, e danno bellezza e gioia alla tua vita. Come sarebbe triste il mondo se non ci fosse Babbo Natale, e come sarebbe triste se non ci fossero Virginie. Dove sarebbero allora la fede fanciullesca, la poesia e il sogno che rendono tollerabile questa esistenza? Troveremmo soddisfazione soltanto nella ragione e nella vista, e si spegnerebbe quella luce inestinguibile con cui l’infanzia riempie il mondo.
Se non si crede a Babbo Natale allora non si crede nemmeno alle fate. Puoi chiedere al tuo papà di far controllare tutti i camini, la sera della Vigilia, per sorprendere Babbo Natale, ma anche allora, anche se nessuno lo vedesse scendere lungo la cappa, che cosa significherebbe? Nessuno vede Babbo Natale, ma questo non significa che Babbo Natale non esista: le cose più vere al mondo sono proprio quelle che né adulti né bambini possono vedere. Hai mai visto le fate danzare nei prati? Certo che no, ma questo non significa che non ci siano. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie non viste e invisibili che ci sono al mondo.
Puoi aprire un sonaglino per vedere che cosa produca il suono, ma certe cose invisibili sono protette da un velo che nemmeno il più forte degli uomini, nemmeno la forza congiunta di tutti gli uomini più forti mai esistiti potrebbe strappare. Solo la fede, la fantasia, la poesia, l’amore e il sogno possono scostare quel sipario, vedere e raffigurare la preternaturale bellezza e gloria che esso nasconde. Ah, Virginia! In tutto questo mondo non c’è niente di altrettanto vero e duraturo.
Babbo Natale non esiste? Grazie a Dio esiste ed esisterà per sempre. Fra mille anni, Virginia, anzi: fra dieci volte diecimila anni, Babbo Natale continuerà a portare gioia ai cuori dei fanciulli”
Questa risposta lascia poco spazio ai commenti. Forse dovremmo ricordare più spesso queste parole quando riflettiamo se e quando dire ai nostri bambini che Babbo Natale non esiste. E voi, cosa ne pensate?
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