Smartphone. Guardate la foto: non è che ci stanno rubando qualcosa?

Girando su Internet abbiamo trovato questa foto, che sembra aver riscosso un enorme successo in rete. Una folla di gente attende l’arrivo del cast del film Black Mass, tutti con il cellulare in mano pronti a scattare decine e decine di foto. Ma, in prima fila, c’è un’anziana signora intenta a godersi lo spettacolo, senza nessun dispositivo in mano.

Una foto che fa riflettere…

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Tratto da www.corriere.it

Nuova collaborazione per noi: inaugurazione del Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne

Cari Amici Lettori,

vi avevamo anticipato che saremmo tornati dopo la pausa estiva con tante novità per Voi.

Abbiamo il piacere di condividere con Voi un nuovo progetto, che abbiamo portato avanti durante l’estate e che finalmenfb3te possiamo annunciarVi. Insieme a uno staff di professionisti che si occupano della sfera psicologica, apre ufficialmente il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne a Gravellona Toce (VB).

Il Centro accoglie bambini, adolescenti e adulti con problematiche riconducibili a interventi di cura della sofferenza psichica e di promozione della salute. L’equipe è composta da psicologi e psicoterapeuti con la collaborazione di psichiatri, logopedisti, pedagogisti, psicomotricisti e neuropsichiatri infantili.

Vi invitiamo all’inaugurazione che avverrà sabato 3 Ottobre a partire dalle 16.00. Vi aspettiamo numerosi.

Per saperne di più potete entrare nel sito internet attivo cliccando qui.

Il Centro si trova in Via Vittorio Emanuele 3 a Gravellona Toce.

Bambini al nido: 6 consigli per l’inserimento

imagesEcco un interessante articolo scritto dalla Dott.ssa Annabell Sarpato per la pagina del Dott. Davide Algeri, sul tema dell’inserimento al nido. Sei pratici consigli per mamme e papà che si apprestando ad accompagnare i propri bimbi in quel mondo avventuroso che è la scuola.

Il primo giorno di scuola, si sa, è un momento cruciale per il bambino, ma anche per i genitori. Sempre più spesso, al mondo della scuola ci si avvicina molto presto, fin dalla più tenera età. Sono sempre di più i bimbi che, soprattutto per motivi pratici, frequentano già l’asilo nido.

Questo momento può definirsi il primo ingresso nel mondo sociale del bambino e comporta la prima vera separazione dalla mamma; proprio per questo è un momento complesso per entrambi e, dunque, deve essere gestito al meglio per trasformarsi in un momento sereno di crescita.

Le diverse teorie

Ci sono posizioni discordanti su quale periodo sia migliore per l’inserimento: alcune ricerche illustrano che sarebbe meglio non inserire i piccoli in contesti come l’asilo prima dei 3 anni d’età perché è intorno a questo periodo che si stabilizza la permanenza dell’oggetto; inoltre, prima di questo momento, il piccolo necessita di un rapporto privilegiato con una figura di riferimento, per cui dovrebbe essere favorito il rapporto uno a uno.

Per altri studiosi, invece, già a partire dall’anno di età, i bambini sono pronti a separarsi dalla mamma: iniziando a muoversi autonomamente e a pronunciare le prime parole, i bambini sono pronti a esplorare il mondo. Come sempre, comunque, dipende dal bambino stesso: sia il suo livello di sviluppo, che le esperienze pregresse, influenzeranno questo momento così importante della sua vita.

Alcune regole per un buon inserimento

Come fare per rendere l’ingresso alla scuola materna un momento positivo, sia per il bambino che per la mamma?

  1. Per prima cosa, occorre preparare il piccolo all’evento: non si può, da un giorno con l’altro, portarlo in un posto nuovo e pretendere che vi rimanga senza problemi. È importante iniziare molto tempo prima, magari andando a visitare insieme la struttura, spiegando al piccolo che sarà il luogo in cui andrà a giocare e a fare tante attività una volta rientrati dalle ferie. Questo processo è molto importante per il bambino, ma anche per l’adulto: anche per la mamma il momento dell’inserimento al nido è molto complesso ed è importante che anch’essa gestisca al meglio questo periodo, senza stress. I bambini, inoltre, assorbono come spugne le reazioni della mamma; è importante, quindi, che questo momento venga vissuto il più serenamente possibile.
  2. I primi momenti dell’inserimento la mamma dovrà essere presente: esplorare l’ambiente, conoscere le insegnanti e i nuovi compagni è un lavoro che può essere svolto insieme.
  3. Preferire la separazione graduale e adattarsi, per quanto è possibile , ai tempi del bambino. Spesso si possono presentare espressioni di disagio in questo periodo, ma sono del tutto fisiologiche all’adattamento a situazioni nuove. Svegliarsi di notte o faticare a prendere sonno, irrequietezza o, al contrario, tendenza a abbattersi possono essere comportamenti diffusi in questo periodo.
  4. E’ opportuno permettere al piccolo di portare con sé un oggetto a lui familiare, a cui è molto legato: si tratta del cosiddetto Oggetto Transazionale. Anche piccoli oggetti che pota con sè per fare la nanna è importante che vengano mantenuti, informando le insegnanti di questa necessità del bambino.
  5. E’ importante rassicurare sempre che la mamma tornerà presto a prenderlo: anche se, più avanti, il bambino sembra essersi ben inserito nel contesto, è importante dimostrare sempre l’affetto, attraverso le parole e i gesti.
  6. L’equipe educativa dell’asilo nido dovrebbe essere formata da personale esperto, possibilmente supervisionato da uno psicologo, che possa supportare il piccolo e la famiglia in questo momento così delicato.

Con piccole accortezze e molta pazienza, l’inserimento al nido può essere vissuto in maniera serena e positiva da entrambe le parti, trasformandosi in un momento molto importante per il percorso di autonomia del piccolo e della sua mamma.

Tratto da www.davidealgeri.com

Buon Primo Giorno di Scuola

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Bentornati: da Settembre nuove rubriche e progetti per il nostro Blog

download (16)Cari Amici Lettori,

dopo la pausa estiva eccoci tornate con tante novità per Voi. Articoli e iniziative saranno all’ordine del giorno, insieme a nuove rubriche e progetti on line e sul territorio.

Il tema centrale del nostro blog rimane il benessere dei bambini, su cui vertono tutti i nostri articoli e le nostre iniziative. Continueranno le schede con i consigli pratici per affrontare piccole e grandi complessità che possono insorgere nella crescita dei bambini, interferendo con il loro sviluppo sano ed armonioso.

Il focus sarà rivolto anche alla prevenzione, area di intervento in cui crediamo fermamente per favorire il benessere dei più piccoli e delle loro famiglie.

Se avete proposte o consigli da darci per rendere migliore il nostro servizio, saremmo lieti di confrontarci con voi per offrire ai nostri Lettori un blog sempre fresco e aggiornato. Potete scriverci su Facebook o alla nostra mail cornalesarpato.gruppoparola@gmail.com .

Sexting: cosa è e come intervenire?

imagesCos’è il Sexting? Quanto è diffuso tra gli adolescenti? Cosa possono fare i genitori per prevenire il fenomeno? A questi e ad altri quesiti cerca di rispondere l’articolo scritto dalla Dott.ssa Annabell Sarpato per la pagina del Dott. Davide Algeri.

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

Dare regole ai bambini: quale compito per i genitori?

Già verso i due anni di età si assiste ad un cambiamento nella modalità comportamentale dei propri figli: anche bambini tranquilli si trasformano spesso in dissidenti e ribelli di fronte a genitori che spesso si sentono impotenti o permissivi.

In questa fase avviene la comparsa dei NO e all’antagonismo dei bambini nei confronti delle regole educative. La comparsa dei no permette al bambino di giungere alla completa distinzione tra lui e l’altro (in modo particolare l’oggetto materno) e gli permette l’accesso alle relazioni sociali e al riconoscimento di sé.

Infatti verso i 2 anni il bambino comincia ad affermare la propria autonomia attraverso l’attività esplorativa, curiosità e richieste che spesso entrano in contrasto coi limiti stabiliti in famiglia.

Compito dei genitori è far rispettare il bisogno di sperimentarsi tenendo conto sia di preservare dai possibili pericoli sia di lasciare il giusto spazio esplorativo.

 I No hanno la stessa funzione anche nell’età adolescenziale, ossia di differenziarsi dalla figura genitoriale per riuscire a costruire una propria identità autonoma, fatta di proprie scelte e propri gusti.

Per tutto il ciclo delle elementari i bambini imparano ad autoregolarsi, perciò, se pur i limiti vanno allargati e cambiano a seconda delle competenze dei figli, cosa si può e cosa non si può fare viene ancora deciso dai genitori, gettando le basi per il sistema valoriale personale che si forma e consolida.

I  rischi di un’educazione accondiscendente

Senza “no” e senza regole i rischi possono essere:

  • questi bambini abituati a far di testa loro, non avranno il senso del limite e correranno il pericolo di confondere la realtà con la fantasia
  • si omologheranno più facilmente alle mode e alle leggi del gruppo, da cui saranno dipendenti a lungo, fin quasi all’età adulta
  • cresciuti senza conflitti, i ragazzi diventeranno persone meno autonome, incapaci di riconoscere l’esistenza di regole e dunque di rispettarle

L’esistenza di confini coerenti permette ai bambini di acquistare la sicurezza necessaria per allontanarsi e sperimentare la propria curiosità, accettando contemporaneamente la disciplina, l’amore e la sicurezza offerti dai genitori. In assenza di limiti precisi, i bambini non conosceranno i loro confini, diventando spesso insicuri sui loro rapporti con gli adulti e con il loro ambiente.

Le regole devono essere…

  • chiare, semplici, non in forma di domanda (perché implica la possibilità di replicare con un no)
  • coerenti ossia rispettate dai genitori (interiorizzate in prima persona dal genitore, in quantomodelli), condivise tra i genitori (prese in accordo), coerenti nel tempo in continuità (perseveranti), coerenti nel senso di mantenere ciò che si dice
  • la definizione di regole coerenti può aiutare i bambini a dare forma compiuta alle proprie idee (si evita loro una interpretazione soggettiva della realtà poiché la vivacità dell’immaginazione può indurli a distorcere la realtà e a nutrire timori infondati)
  • adeguate all’età del bambino (è importante che le attese e i limiti siano adeguati al grado di sviluppo del bambino
  • interiorizzate.

Le regole servono per…

  • dare sicurezza, contenimento entro cui muoversi sereno (un bambino senza regole sente angoscia, si sente in balia di sé, confuso e finisce per non avere più nei genitori un punto di riferimento)
  • dare al bambini il senso del limite rispetto a ciò che si può e ciò che invece non si può fare
  • arginare comportamenti pericolosi, inconsapevoli, esagerati
  • insegnare comportamenti costruttivi nella relazione con l’altro
  • costruire la propria personalità
  • dare libertà poiché solo se ci si sente sicuri ci si sperimenta, nelle azioni e nello spazio
  • rispondere ai bisogni del bambino.

La “regolamentazione” del comportamento dei bambini impone loro piccole frustrazioni e sacrifici che  però producono nel tempo effetti positivi sul suo sviluppo quali:

  • acquisire presto il senso della realtà, con i suoi limiti e le sue durezze, nell’atmosfera più favorevole, cioè sotto la protezione dei genitori
  • acquisire quell’autodisciplina che gli permetterà di raggiungere gli obiettivi importanti della vita senza farsi scoraggiare dagli ostacoli e dai sacrifici che è comunque destinato a trovare sulla sua strada
  • dimostra che i genitori si fidano di lui, cioè lo ritengono capace di superare le delusioni che sono costretti a infliggergli. E questa dimostrazione di fiducia contribuisce decisamente a creargli un’immagine positiva di se stesso, cioè l’amor proprio.

http://www.davidealgeri.com/dare-regole-ai-figli-il-compito-dei-genitori.html

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Rissa tra alunno e professore: cosa si dovrebbe fare?

images (88)E’ una di quelle storie che non vorremmo mai sentire. Un professore di una prima del liceo delle Scienze Umane Tinca, a Milano, Mario Caruselli, insegna in quella scuola da diciassette anni. Una mattina, viene allontanato e sospeso.

Cos’era successo? Lo racconta lo stesso professore, il quale spiega come di fronte ad un suo alunno che disturbava, decide di riprenderlo. Il ragazzo si mette a ridere e lui gli ordina di uscire dalla classe. L’alunno lo sfida, il prof lo prende per la maglietta per farlo uscire. Da quel momento, il ragazzo si para davanti al suo insegnante e iniziano gli insulti. I toni sono accesi, e partono le minacce. Il professore tiene le mani dietro la schiena, ma usa parole aggressive e offensive verso l’alunno. I momenti seguenti furono scene che non vorremmo mai vedere nelle nostre scuole, nè altrove.

Il preside inizialmente allontana l’insegnante, ma poi il Ministero sostiene la posizione del professore. Dal documento dell’Ufficio Scolastico si può leggere: “Il decisivo intervento del docente non è lesivo nei confronti del ragazzo bensì volto a contrastare l’atteggiamento di aggressività per riportarlo nei canali di una corretta relazione educativa». Dal Ministero, invece, si legge: “In tali emergenze educative non si devono allontanare le due parti ma mettere in atto un dialogo condiviso per ricostruire un equilibrio”.

Una situazione all’estremo, che poi, forse, non è così tanto fuori dall’ordinario. Una situazione che fa certamente riflettere. E voi, cosa ne pensate?

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

Leggere ai bambini fin dalla nascita facilita linguaggio e lettura

images (42)Leggere ai bambini, anche molto piccoli, fa bene, si sa. Ma da oggi non è più solo il buon senso a dirlo: uno studio del Centro Medico dell’Ospedale Pediatrico di Cincinnati, in Ohio, negli Stati Uniti, ha dimostrato scientificamente che la lettura condivisa nella fase dello sviluppo precedente alla scuola materna faciliti nel linguaggio e nella lettura. La risonanza magnetica funzionale ha mostrato come l’ascoltare storie lette dai genitori, comporti l’attivazione di specifiche aree cerebrali che supportano l’elaborazione semantica.

Questi studi evidenziano, dunque, l’importanza della lettura condivisa, fondamentale fin dalla nascita. Ricerche di questo tipo sono molto interessanti anche per capire meglio come muoversi in maniera preventiva e per l’identificazione precoce di eventuali difficoltà in questo campo.

Articolo tratto da www.corriere.it

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