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Embrione impiantato nel grembo sbagliato: l’incredibile storia che divide l’opinione pubblica

ImmagineNe hanno parlato tutti i media: l’incredibile storia dell’embrione impiantato nel grembo materno sbagliato. L’errore sembra dovuto a due cognomi simili, che hanno portato alla terribile situazione.

Entrambe le coppie rivendicano i gemellini, la contesa sembra inevitabile.

La situazione è estremamente complessa e delicata. Sembra mancare una legislazione per casi come questi, ma dal punto di vista etico e morale? Come potrebbe evolvere la storia? Quali riflessioni possono emergere da situazioni di questo tipo?

Per conoscere la vicenda completa potete leggere l’articolo completo cliccando qui.

 

 

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Si è spento Robert Edwards: il padre dei bimbi in provetta

Si è spento dopo una lunga malattia Robert Edwards, premio Nobel per la medicina nel 2010. Più conosciuto come il papà dei bambini in provetta, è stato il pioniere della fecondazione in vitro. Le sue ricerche portarono alla nascita, il 25 luglio 1978, di Louis Brown, la prima bimba concepita in provetta. Da quella volta, la Società Europea di riproduzione umana ed embriologia ha contato circa 5 milioni di bambini nati con l’uso della tecnica.

Un uomo, le cui ricerche hanno fatto discutere, accendendo dibattiti e confronti anche molto accesi. E voi, cosa ne pensate?

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E’ giusto spiegare a un bambino che è nato con l’aiuto di una provetta?

Dopo il successo dell’articolo relativo al dibattito se è giusto o meno dire delle bugie ai propri figli, un articolo de La Repubblica ci porta a porci un’ulteriore domanda: è giusto spiegare a un bambino che è nato con l’aiuto di una provetta?


Al convegno “Comunicare l’infertilità” tenutosi a Firenze, il pediatra Paolo Sarti tocca questo tema spiegando che “Il Comitato etico, con un corposo documento, si è espresso per dire la verità ai bambini, ma invito alla cautela. Non facciamoci prendere dall’entusiasmo della verità a tutti i costi, il problema del dover comunicare ai figli l’esser nati con tecniche artificiali apre il grande capitolo dell’educazione sessuale, che forse nessuno realmente fa. Inoltre se è più semplice nel caso della fecondazione omologa (con gameti della coppia), meno lo è nel caso dell’eterologa (con gameti estranei ai partner) anche per la presenza di una terza persona, sconosciuta, che magari ha donato per soldi”.

Durante l’incontro è stato presentato il testo “C.C.P. Cicogne cavoli provette“, che aiuta i genitori a spiegare ai propri figli la fecondazione in provetta. Il libro trasmette il messaggio secondo cui si può essere concepiti in molti modi, ma che l’unica cosa che conta è essere desiderati e amati.

Un argomento delicato, che vede pareri contrapposti, sia sulla correttezza etica di questa pratica che sulla scelta di comunicare la storia ai propri figli. E voi, cosa ne pensate?

Stai attraversando un momento di complessità familiare e desideri parlarne con un esperto? Vieni a trovarci alla pagina www.gruppodiparola.altervista.org

Tratto da La Repubblica




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