Serata psicologica promossa dal Centro Eric Berne il 19 febbraio 2016

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Attentati di Parigi: come rispondere alle domande dei bambini

imagesEcco un interessante articolo scritto dalla Dott.ssa Annabell Sarpato per il sito del Dott. Davide Algeri, su un tema di estrema attualità, che coinvolge tutti noi.

“Di fronte alle terribili notizie di queste settimane, siamo tutti molto spaventati da quello che sta succedendo in Europa e nel Mondo. Attentati, attacchi terroristici e morte sono in prima pagina su tutte le testate giornalistiche, sui canali televisivi e su tutti i social network.

Noi adulti siamo molto preoccupati e la tensione rischia di sfociare in allarmismo, se non in vera e propria psicosi.

Inevitabilmente, anche i bambini risentono di questo clima di tensione e ci chiedono cosa sta succedendo.

La prima reazione di moti genitori è quello di proteggere i bambini da queste notizie, ma purtroppo le informazioni sono virali e spesso anche i più piccoli vengono a conoscenza di quanto accaduto dai mezzi di comunicazione o, banalmente, a scuola o al parco giochi.

Come comportarsi

E’ sempre importante evitare di creare un alone di mistero o di tacito silenzio su fatti di questa portata. I bambini potrebbero pensare che certi argomenti è bene non affrontarli e, quindi, si tengono le loro domande, insieme a sentimenti di paura e angoscia. Il rischio è che i bambinivengano travolti dalle loro stesse domande, a cui non sanno da soli dare una risposta o alle quali provano a dare spiegazioni di fantasie. In questo modo è molto probabile che l’angoscia rischi di travolgerli, con possibili ripercussioni a livello comportamentale o somatico.

Proprio per questo, dunque, dobbiamo metterci in posizione di ascolto. Accogliere e comprendere le loro ansie e le loro preoccupazioni. Accogliamo le loro paure, facciamoli sentire accolti e compresi. I bimbi non devono pensare che ci siano domande stupide o banali: ogni domanda è legittima e loro devono sentirsi liberi di porci i loro quesiti senza paura o imbarazzo.

Come rispondere alle domande dei bambini?

Certo, non sempre è facile, soprattutto perché spesso le domande dei più piccoli ci possono lasciare interdetti, senza parole, per la loro schiettezza e profondità. È molto importante, quindi, adeguarsi all’età e al livello di sviluppo dei piccoli, spiegando con parole semplici e chiare. Non è importante scendere in dettagli inutili o che potrebbero spaventare ulteriormente i bambini, ma rispondere con molta naturalezza ai loro quesiti, sottolineando sempre gli aspetti positivi e di risorsa.

Questi fatti sono terribili, è vero, ma cercare di capire cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per essere persone migliori, che si comportano bene aiuta ad assumere una posizione attiva e proattiva, orientata al fare e che ci rende protagonisti in queste vicende terribili che sembrano travolgerci. Parlare insieme di quello che è accaduto, riflettere insieme (ovviamente sempre in base all’età e allo sviluppo del bambino) e condividere le emozioni collegate a un evento di questa portata aiuta i più piccoli a superare quel senso di impotenza che si vive in situazioni di questo tipo. Inoltre, permette di collaudare un rapporto di rispetto, fiducia e apertura al dialogo che i bambini si porteranno dentro per sempre.”

 

Tratto da www.davidealgeri.com

Vi Aspettiamo!

LocandinaSerateGravellonaCari Amici,

siamo lieti di invitarVi a due interessantissime serate che i professionisti del Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne presenteranno, con il patrocinio del Comune di Gravellona Toce (Vb), presso la biblioteca civica “F. Camona”.

Martedì 1 Dicembre

“Integrazione e paura del diverso: uno sguardo storico e psicologico”

Relatori Saulo Zanetta e Paolo Pietrini

Mercoledì 9 dicembre

“Tutti i bambini nascono principi e poi…”

Relatori Saulo Zanetta, Annabell Sarpato e Alessandra Cornale

L’ingresso è libero e gratuito.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito del Centro Eric Berne.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI😉

INSIDE OUT: cosa ne pensate?

E voi, l’avete visto? Cosa ne pensate? Ecco un interessante articolo scritto dalla Dott.ssa Annabell Sarpato per la pagina del Dott. Davide Algeri sull’ultimo film della Pixar, Inside Out. Un viaggio all’interno della mente umana, per scoprire insieme il mondo delle emozioni e come essere siano così centrali nella nostra vita.

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Che la Disney Pixar fosse fonte di meravigliosi capolavori lo si sapeva già da un po’. E anche questa volta sembra non essere stata da meno. Il suo ultimo capolavoro, Inside Out, sta riscuotendo un enorme successo, sia tra gli adulti che tra più piccoli.

Inside Out è un film animato che parla di emozioni e soprattutto, dell’importanza di tutte le nostre emozioni. E di come esse influenzino i nostri pensieri e i nostri comportamenti.

Il regista è Pete Docter, che ha firmato capolavori come Toy Story e  Monsters and Co.. Per rappresentare al meglio il mondo emotivo si è avvalso della collaborazione di studiosi della mente umana dal calibro di Dacher Keltner, il fondatore del Greater Good Science Center, dell’Università di Berkeley in California.

La protagonista del cartone animato è Riley, una ragazzina di 11 anni, nel pieno della preadolescenza. A complicare il tutto, c’è il trasferimento con la sua famiglia dal tranquillo paesino del Minnesota, dove è cresciuta, a San Francisco. La nuova città, così diversa dal mondo a cui era abituata, la nuova casa e i problemi che insorgono sconvolgeranno completamente la vita di Riley. E noi potremmo assistere a tutto questo da una posizione privilegiata: dall’interno della mente della bambina.

Le emozioni sono sapientemente rappresentate da personaggi con caratteristiche e colori diversi, facilmente identificabili: c’è Gioia, sempre allegra e sorridente; Tristezza, stanca e sconsolata; Rabbia, di color rosso con i pugni serrati; Paura, pronto a spaventarsi per un nonnulla; e, infine, Disgusto, che aiuta Riley a proteggersi dai pericoli. Ogni emozione, dunque, ha una funzione precisa, fondamentale per la nostra vita e per il nostro benessere.

Esse vivono nel cervello della bambina, e più precisamente nella sala comando del Quartier Generale, che ha la funzione di centro di controllo.

Il film trasmette il messaggio, spesso sottovalutato, che non esistono emozioni buone ed emozioni cattive. Esse sono tutte utili e funzionali al nostro benessere. Esse guidano la nostra percezione del mondo e, di conseguenza, influenzano i nostri comportamenti. Ma non solo: esse hanno la funzione di influenzare i nostri ricordi, connotandoli in maniera differente. E, non da ultimo, esse ci permettono di strutturare la nostra personalità e di modificarla nel corso del tempo.

Un concetto molto importante che emerge chiaramente dal film è il rapporto bidirezionale che esiste tra le emozioni e i comportamenti. Ognuno di noi, infatti, compie un’azione di valutazione di un evento, il quale produce un’emozione; quest’ultima influenzerà la nostra risposta, che avrà ricadute sull’evento stesso e sulla nostra personalità. Un circolo che si autoalimenta, che ben descrive la dinamicità della mente umana, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e, di conseguenza, di chi siamo.

Il regista individua anche diversi elementi importanti del mondo emotivo, tra cui le isole dei ricordi primari, la memoria a lungo termine e l’inconscio. Vi sono interi scaffali di ricordi, pieni di sfere colorate a seconda dell’emozione che lo caratterizza.

In conclusione, un altro aspetto molto interessante, è proprio quello riferito all’importanza di tutte le emozioni.

Nel film emerge chiaramente, per esempio, come la tristezza, tradizionalmente pensata come emozione negativa, sia di estrema importanza e fondamentale per il nostro star bene. Gioia, infatti, vorrebbe Riley sempre felice; impedisce, così, a Tristezza di influenzare i ricordi della bambina. Ma, in fondo, per crescere e maturare, abbiamo bisogno anche di essere tristi.

Tratto da www.davidealgeri.com

Lo Psicologo in Farmacia: a Verbania-Pallanza lo sportello aperto il martedì dalle 9 alle 13

download (19)Lo ripetiamo in ogni modo: la prevenzione è il terreno su cui bisogna lavorare. Non possiamo limitarci a “ridurre i danni”, ma dobbiamo puntare anche alla promozione del benessere.

E’ proprio in quest’ottica che si pone il servizio offerto del Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne.

Da martedì 3 novembre, dalle 9 alle 13, infatti, i professionisti del Centro accolgono gratuitamente persone interessate ad un consulto psicologico presso gli spazi delle Farmacia Patrucco a Verbania Pallanza, sita in piazza Antonio Gramsci, 13.

Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito del Centro.

Obama critica i troppi test standardizzati nelle scuole americane: e in Italia?

images (43)Il presidente Barack Obama contesta le prove standardizzate su cui si basa il sistema scolastico americano.La loro efficacia è già stata messa in dubbio da numerosi ragazzi e insegnanti: il 15% degli studenti l’anno scorso ha boicottato le prove. Il Presidente Americano sostiene l’importanza di conoscere l’andamento scolastico degli studenti americani attraverso l’ausilio di questi strumenti, ma solo se essi vengono utilizzati con lo scopo di aiutarli a migliorare. E non solo: gli strumenti standardizzati sono solo uno dei tanti strumenti che possono essere utilizzati per la valutazione.

Sulla stessa scia, anche in Italia sulle prove Invalsi vediamo contrapporsi posizioni differenti.

E voi, cosa ne pensate? Favorevoli o contrari ai test standardizzati?

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

I bambini di oggi sanno ancora giocare?

download (17)Interessante l’articolo pubblicato su Il Corriere della Sera che parla del tema del gioco e della sua importanza nei bambini.

In un periodo storico-sociale in cui prevalgono videogiochi e App varie, sembra venir meno quella concezione di gioco libero tanto importante per la crescita e lo sviluppo dei bambini. Non solo giocattoli predefiniti, ma la possibilità di sperimentare sè stessi, lo spazio che li circonda e dare libero sfogo alla propria fantasia, non solo per pura scarica motoria o come bisogno di affermazione sul gruppo.

Come fare per sostenere, dunque, il divertimento infantile? La Prof.ssa Rezzara affronta il tema stimolando molte riflessioni.

Per leggere l’articolo completo cliccare qui.

Laboratori sul metodo di studio per difficoltà scolastiche e disturbi dell’apprendimento

Il Centro Eric Berne offre laboratori mirati per bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado diagnosticati DSA o con difficoltà scolastiche.

Imparare a gestire il proprio tempo, organizzare i compiti e il materiale a disposizione, ottimizzare le risorse, strutturare adeguatamente le conoscenze da imparare, sono alcuni degli elementi da considerare per creare un buon metodo di studio. A questo si può aggiungere la necessità di allenare la capacità di sintesi, memoria, l’ascolto attivo, l’elaborazione delle informazioni e delle nozioni e le abilità nell’utilizzo di strumenti di lavoro specifici (mappe concettuali, tabelle, formulari, strumenti compensativi).

I principali obiettivi sono:fb3

  • Promuovere l’autonomia nello studio
  • Acquisire consapevolezza sulle proprie modalità di apprendimento
  • Individuare le strategie migliori per il proprio processo di apprendimento
  • Promuovere un uso autonomo degli strumenti compensativi e dei supporti didattici
  • Potenziare le aree di debolezza attraverso interventi di recupero, in piccoli gruppi
  • Promuovere l’autostima, il senso di autoefficacia  e motivazione valorizzando le attitudini personali
  • Imparare a superare sentimenti di sconforto, rabbia e frustrazione attraverso una corretta valutazione delle proprie potenzialità.

Per saperne di più visita il sito internet cliccando qui.

Gruppi di Parola sulle gestione emotiva per bambini con DSA

Sono in partenza i Gruppi di Parola rivolti a bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, che presentano difficoltà emotive, vissuti di  insicurezza, inadeguatezza e scarsa motivazione a proseguire gli studi.

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Per saperne di più, www.centroericberne.it

GRUPPI DI PAROLA PRESSO IL CENTRO ERIC BERNE: SONO APERTE LE ISCRIZIONI

In ripartenza i Gruppi di Parola per figli di genitori separati a Gravellona Toce, presso il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne.

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 Per saperne di più, www.centroericberne.it

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